sabato 21 febbraio 2009
Mi presento...
Mi chiamo Antonietta Cristina Di Gregorio. Forse sono una donna troppo adulta per un corso universitario.Ho un figlio di 25 anni, Diego, anche lui prossimo alla laurea in Scienze motorie.La grande passione, il grande amore per i bambini mi ha indotto a intraprendere questo percorso.Ho iniziato all'età di 20 anni a insegnare in una scuola elementare religiosa ma la vita mi ha successivamente costretto a fare scelte diverse.Così ho pensato di ricominciare e il raggiungimento dell'obiettivo prefissato mi dà una grande carica anche se lo studio mi porta a fare rinuncie e anche qualche sacrificio (tempo libero, vacanze, sci, mio sport preferito e poi lavoro, lavoro, lavoro e lavoro...).Mancano ormai pochi esami e la speranza mia più grande è che io possa al più presto rientrare a far parte di quella categoria di persone che lavora per e con i bambini che sono la mia grande passione. E se cosi non dovesse essere, avrò certamente arricchito non solo il mio bagaglio di esperienze, ma soprattutto avrò ritrovato l'autostima e l'ammirazione per me stessa in quanto mi sono rimessa in discussione, confrontandomi continuamente con altre persone. Certamente posso dire che ho vinto l'insicurezza che mi ha perseguitata in tutto questo percorso di vita, sino ad oggi. Non si è mai troppo grandi per continuare ad imparare! E' per questo che confermo la frase di Socrate "Più conosco e più so di non sapere".
lunedì 16 febbraio 2009
sabato 14 febbraio 2009
Intervista alla prof. di matematica della porta accanto - di Cristina Di Gregorio
Cristina- Come mai ha scelto di insegnare matematica?Lucia- Ho scelto di studiare matematica non solo perchè era una disciplina che mi stimolava, ma anche perchè dopo anni di studio del latino e del greco, ho capito che per me era arrivato il tempo di cambiare. Non mi sono comunque pentita perchè era ed è presente in tutti gli aspetti della realtà quotidiana: da quello prettamente ludico, sino ad arrivare a quello musicale. Non a caso Galileo ha scritto che: "La matematica è l'alfabeto nel quale Dio ha scritto l'Universo".
C.- E' molto motivata dall'insegnamento?
L.- Mi piace insegnare perchè il contatto con gli allievi è per me motivo di arricchimento, mi ricompensa del lavoro speso, soprattutto quando si avverte l'interesse e il conivolgimento suscitato nella classe. Infatti i ragazzi, dopo una iniziale diffidenza, mostrano poi di apprezzare la disciplina, affrontandone lo studio con serentià.
C.- Quale è il metodo che adotta?
L.- Quando è possibile, si cerca di partire sempre da situazione concrete, rendendo i ragazzi partecipi delle problematiche legate ai diversi concetti e guidandoli sulla strada da seguire per giungere alla soluzione.
venerdì 13 febbraio 2009
Intervista ad un personaggio della matematica del passato - di Cristina Di Gregorio (Incontro con Maria Gaetana Agnesi)
Cristina - Primogenita di ventuno figli… non deve essere stato facile per lei-Maria - Sono stata fortunata essendo nata in una famiglia agiata e con un padre comprensivo che mi ha consentito di studiare contrariamente agli usi e costumi dell'epoca che prevedevano l'istruzione solo per il primo figlio maschio.
C. - Il contrario di ciò che succede oggi dato che per farli studiare i ragazzi bisogna continuamente stimolarli.
M. - Erano altri tempi. Comunque anche a me faceva piacere fare altre cose
C. - Per esempio?
M. - Studiare le lingue
C. – Quali lingue?
M. - Pensi che mi avevano soprannominato l'Oracolo Settilingue riferendosi al fatto che parlavo correttamente l'italiano, il tedesco, il francese, il latino, il greco, lo spagnolo e l'ebraico.
C. – Come è nata la passione per la matematica?
M. - Curiosamente è stata una passione indotta, nata dai difficili studi di Filosofia e Matematica che avevo dovuto affrontare per obbedire a mio padre. Sono stati studi difficili, ma lì mi è scattato quel qualcosa che mi ha consentito di portarli a termine con successo tanto da riuscire ad esporre nel salotto di casa, per desiderio di mio padre, i progressi fatti negli studi con una serie di tesi filosofiche che vennero poi pubblicate nel 1738, in una raccolta dal titolo Propositiones Philosophicae contenente 191 tesi, riguardanti questioni di logica, botanica, cosmologia, ontologia, meccanica, pneumatologia (la scienza degli spiriti).
C. - Niente male per una giovane promessa di poco più di venti anni, per lo più donna.
M. - Non era un epoca facile per le donne, ma lei mi può insegnare che solo ultimamente le cose sono cambiate nel campo degli studi scientifici. Comunque, nonostante la mia giovane età, in molti di questi saggi, espressi la mia convinzione che anche le donne dovessero essere istruite e partecipare qualora ne avessero le capacità al dibattito scientifico.
C. - Tornando al discorso scientifico, lei è stata una grande studiosa dell'allora nascente geometria analitica. Chi si è cimentato nello studio delle curve si è sicuramente imbattuto nelle sua Versiera...
M. - La Versiera di Agnesi... è strano, si diventa famosi per una piccola parte del proprio lavoro, mentre magari resta riservata a pochi eletti la parte più importante della propria produzione. Per esempio, lei è a conoscenza che nel 1748 fu pubblicato in italiano e successivamente tradotto in francese ed in inglese, una mia opera definita dell'Accademia Reale di Francia come un'opera avanzatissima, la migliore mai apparsa nel genere?
C. - E di cosa si trattava esattamente, di una nuova scoperta?
M. - Non esattamente, ma la cosa che mi fa più piacere è che è stata un'opera dedicata all'istruzione dei giovani, per avvicinarli in qualche maniera allo studio di una disciplina da sempre ostica e difficile, come la matematica, dal titolo “Istruzioni Analitiche ad uso della Gioventù Italiana”.
C. - Questo è in effetti molto bello e le fa onore, ce ne vorrebbero anche oggi persone così per avviare i nostri studenti ad uno studio meno faticoso e più sentito delle scienze e della matematica.
M. - Ma vede, gentile signora, persone valide ce ne sono molte, anche nel suo tempo, tutto sta a valorizzarle nel modo giusto, per far sì che i giovani ai quali ci si rivolge, intraprendano gli studi scientifici con le giuste motivazioni ed l'entusiasmo che si conviene, ed è questo l'augurio che faccio a lei ed ai suoi contemporanei, a conclusione di questa piacevole intervista.
C. - Anche io mi auguro che finalmente vengano valorizzate le giuste professionalità nel campo della didattica. Grazie professoressa Agnesi.
M. - Grazie a lei e buon lavoro.
Il mio rapporto con la matematica (...momenti di vita vissuta tra i numeri...) - di Cristina Di Gregorio
Con la matematica ho se
mpre avuto un rapporto conflittuale, causato senza dubbio dagli insegnanti che la rappresentavano, i quali,spesso, hanno inibito il mio comportamento (talvolta ricorrendo a metodi deprecabili), impedendomi di apprendere in maniera naturale quelli che sono i principi fondamentali della matematica. Questo purtroppo, mi ha resa fragile ed insicura anche nelle discipline che amavo di più, come ad esempio la musica.
Curioso aneddoto che ancora mi sovviene, quello di una forte emozione che giocò a mio sfavore, proprio durante l'ora di musica: a causa di un insuccesso riportato in un compito di matematica, stonai ripetutamente durante le prove, avendo dentro di me soltanto una commistione di emozioni sine dubio negative.
Giocoforza mi sono sempre più chiusa nell'ambiente scolastico, ma a casa, avendo la fortuna di avere mio padre e mia zia insegnanti elementari, potevo contare sul loro apporto affettivo che mi ha aiutato a superare quei momenti di profondo sconforto.
Il problema si manifestò principalmente nel periodo scolastico di elementari e medie inferiori, ma ancora una volta, la fortuna mi ha aiutata, nelle vesti di una carissima insegnante una volta frequentate le scuole superiori, aiutandomi ad aprirmi completamente, dandomi nuovamente fiducia e dimostrandomi simpatia. Non volevo assolutamente deluderla, le volevo bene, ed ancora oggi la ricordo con profonda stima ed affetto. Devo a lei la scelto del mio iter scolastico ...grazie prof !!!!!

mpre avuto un rapporto conflittuale, causato senza dubbio dagli insegnanti che la rappresentavano, i quali,spesso, hanno inibito il mio comportamento (talvolta ricorrendo a metodi deprecabili), impedendomi di apprendere in maniera naturale quelli che sono i principi fondamentali della matematica. Questo purtroppo, mi ha resa fragile ed insicura anche nelle discipline che amavo di più, come ad esempio la musica. Curioso aneddoto che ancora mi sovviene, quello di una forte emozione che giocò a mio sfavore, proprio durante l'ora di musica: a causa di un insuccesso riportato in un compito di matematica, stonai ripetutamente durante le prove, avendo dentro di me soltanto una commistione di emozioni sine dubio negative.
Giocoforza mi sono sempre più chiusa nell'ambiente scolastico, ma a casa, avendo la fortuna di avere mio padre e mia zia insegnanti elementari, potevo contare sul loro apporto affettivo che mi ha aiutato a superare quei momenti di profondo sconforto.
Il problema si manifestò principalmente nel periodo scolastico di elementari e medie inferiori, ma ancora una volta, la fortuna mi ha aiutata, nelle vesti di una carissima insegnante una volta frequentate le scuole superiori, aiutandomi ad aprirmi completamente, dandomi nuovamente fiducia e dimostrandomi simpatia. Non volevo assolutamente deluderla, le volevo bene, ed ancora oggi la ricordo con profonda stima ed affetto. Devo a lei la scelto del mio iter scolastico ...grazie prof !!!!!
Parimenti, di dovere, per la grande disponibilità e competenza, ringrazio il Prof. Lariccia, della facoltà di Scienze della Formazione Primaria, dell'Università dell'Aquila, che mi ha dato l'opportunità di potermi esprimere con entusiasmo e grande passione in questo lavoro, che mi ha portato a rifelttere e scoprire delle potenzialità in me nascoste.
Noi e la matematica - di Cristina Di Gregorio
...Ogni giorno NOI siamo "bombardati" da numeri: a casa, a scuola, al lavoro, nella vita di realzione quotidiana...
Dal tanto odiato suono della sveglia, con le lancette che indicano i fatidici numeri di ora e minuti in cui dobbiamo abbandonare il confortevole tepore del letto....
...il numero del bus da prendere al volo, come sempre sovraccarivo di persone...
...i minuti di interminabile coda imbottigliati nel traffico...
...il numero delle scartoffie da smaltire in ufficio...
...la coda di colleghi in fila alla mensa...
...i soldi dell'abbonamento del bus...
...le ricariche telefoniche...
...i numeri del lotto da giocare...
...i numeri del lotto da giocare...
... e poi dicono che alla sera diamo i numeri! ...


Certo, basta vedere anche come i nostri bambini si rapportino con il mondo dei numeri, tra le tante opportunità che vengono loro offerte, con i suggerimenti e stimoli che ricevono sia dalla vita quotidiana (...sfido io che poi diventano peggio dei genitori...), non solo a scuola, ma da tante diverse fonti di apprendimento e comunicazione.
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