venerdì 13 febbraio 2009

Intervista ad un personaggio della matematica del passato - di Cristina Di Gregorio (Incontro con Maria Gaetana Agnesi)

Cristina - Primogenita di ventuno figli… non deve essere stato facile per lei-
Maria - Sono stata fortunata essendo nata in una famiglia agiata e con un padre comprensivo che mi ha consentito di studiare contrariamente agli usi e costumi dell'epoca che prevedevano l'istruzione solo per il primo figlio maschio.
C. - Il contrario di ciò che succede oggi dato che per farli studiare i ragazzi bisogna continuamente stimolarli.
M. - Erano altri tempi. Comunque anche a me faceva piacere fare altre cose
C. - Per esempio?
M. - Studiare le lingue
C. – Quali lingue?
M. - Pensi che mi avevano soprannominato l'Oracolo Settilingue riferendosi al fatto che parlavo correttamente l'italiano, il tedesco, il francese, il latino, il greco, lo spagnolo e l'ebraico.

C. – Come è nata la passione per la matematica?
M. - Curiosamente è stata una passione indotta, nata dai difficili studi di Filosofia e Matematica che avevo dovuto affrontare per obbedire a mio padre. Sono stati studi difficili, ma lì mi è scattato quel qualcosa che mi ha consentito di portarli a termine con successo tanto da riuscire ad esporre nel salotto di casa, per desiderio di mio padre, i progressi fatti negli studi con una serie di tesi filosofiche che vennero poi pubblicate nel 1738, in una raccolta dal titolo Propositiones Philosophicae contenente 191 tesi, riguardanti questioni di logica, botanica, cosmologia, ontologia, meccanica, pneumatologia (la scienza degli spiriti).

C. - Niente male per una giovane promessa di poco più di venti anni, per lo più donna.

M. - Non era un epoca facile per le donne, ma lei mi può insegnare che solo ultimamente le cose sono cambiate nel campo degli studi scientifici. Comunque, nonostante la mia giovane età, in molti di questi saggi, espressi la mia convinzione che anche le donne dovessero essere istruite e partecipare qualora ne avessero le capacità al dibattito scientifico.

C. - Tornando al discorso scientifico, lei è stata una grande studiosa dell'allora nascente geometria analitica. Chi si è cimentato nello studio delle curve si è sicuramente imbattuto nelle sua Versiera...

M. - La Versiera di Agnesi... è strano, si diventa famosi per una piccola parte del proprio lavoro, mentre magari resta riservata a pochi eletti la parte più importante della propria produzione. Per esempio, lei è a conoscenza che nel 1748 fu pubblicato in italiano e successivamente tradotto in francese ed in inglese, una mia opera definita dell'Accademia Reale di Francia come un'opera avanzatissima, la migliore mai apparsa nel genere?

C. - E di cosa si trattava esattamente, di una nuova scoperta?

M. - Non esattamente, ma la cosa che mi fa più piacere è che è stata un'opera dedicata all'istruzione dei giovani, per avvicinarli in qualche maniera allo studio di una disciplina da sempre ostica e difficile, come la matematica, dal titolo “Istruzioni Analitiche ad uso della Gioventù Italiana”.

C. - Questo è in effetti molto bello e le fa onore, ce ne vorrebbero anche oggi persone così per avviare i nostri studenti ad uno studio meno faticoso e più sentito delle scienze e della matematica.

M. - Ma vede, gentile signora, persone valide ce ne sono molte, anche nel suo tempo, tutto sta a valorizzarle nel modo giusto, per far sì che i giovani ai quali ci si rivolge, intraprendano gli studi scientifici con le giuste motivazioni ed l'entusiasmo che si conviene, ed è questo l'augurio che faccio a lei ed ai suoi contemporanei, a conclusione di questa piacevole intervista.

C. - Anche io mi auguro che finalmente vengano valorizzate le giuste professionalità nel campo della didattica. Grazie professoressa Agnesi.

M. - Grazie a lei e buon lavoro.

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